PSICOLOGIA, FELICITA' E HOME THERAPY
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Valori in crisi

Ho piacere di accogliere su questo blog le riflessioni di una persona che stimo per l’orientamento alla Natura che ci ospita, alla Vita e al Bene, unite all’impegno di promuovere cambiamento virtuoso e vitale, rifiutando ogni atto violento.

Graditi tutti i pensieri e i commenti dei lettori

Si ha l’impressione che l’umanità sia giunta ad un bivio,  ad un punto cruciale della sua storia; la sensazione che tutto sia fragile, precario, incerto, di essere come sul filo del rasoio in cui da un momento all’altro tutto potrebbe precipitare. I delitti si manifestano in modo sempre più numerosi e agghiaccianti. La povertà dilaga, la fame e le malattie imperversano, l’economia vacilla, la natura cade sotto la scure degli interessi economici, l’inquinamento ci impedisce di respirare, i media, al servizio di una cultura decadente improntata sul profitto, sull’apparenza e sulla volgarità, destabilizza le nuove generazioni e genera incertezza, paura, edonismo, povertà morale, ignoranza, maleducazione, volgarità, isolamento.

La crisi che si sta vivendo non è politica, sociale, economica, o culturale: è crisi ideali, di valori e mette sotto accusa la coscienza umana, la mancanza di punti di riferimento, di giustizia sociale, di onestà individuale, di apertura alla collaborazione, della responsabilità personale verso la collettività; valori che non si improvvisano.

Non basta dire giustizia, diritti, per avere giustizia e diritti. Non basta elencare ciò di cui ha bisogno l’essere umano per uscire dalla crisi, dal pantano:  se non c’è una forte volontà politica a livello nazionale e mondiale, di un progetto capillare di educazione delle masse ai valori fondamentali della vita, della pace, della giustizia sociale, all’onestà saremo condannati a permanere in questo stato di cose, con prospettive poco rassicuranti.

Tutto questo non è che l’effetto di un’umanità malata, smarrita, stordita, perché ha trascurato la componente fondamentale della sua natura: la sua dimensione etico/spirituale. Che è come aver dimenticato di mettere il carburante nell’automobile per poi chiedersi perché non cammina.  Dare valore allo spirito significa dare ascolto alla propria coscienza; significa credere nel bene collettivo che passa attraverso la vera maturità di se stessi: un cambio di stile di vita e di scelte personali;  significa credere nella dimensione a venire in cui il bene avrà il sopravvento sulla disarmonia, sul materialismo e sull’interesse di parte; significa credere nello spirito cosmico che tutto vivifica,  che tutto pervade e spinge tutti gli esseri verso la loro evoluzione; significa dar valore alle cose che non passano con la vita; significa identificarsi e incarnare in se stessi quell’ideale che vorremmo si realizzasse in questo mondo. Il resto è demagogia.

Franco Libero Manco

Associazione Vegan Animalista A.V.A.

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Recovery fund

Recovery fund è la star di questi mesi, è nelle orecchie di tutti ma cosa è?

In buona sostanza si può stringare il concetto nel dire che si tratta di soldi.

Più corretto è dire che si tratta di uno strumento finanziario che la Commissione Europea ha individuato per sostenere le economie degli Stati membri in sofferenza finanziaria per la pandemia mondiale.

Ci ricordiamo dell’Europa, quando parliamo di Recovery fund ma il nostro spirito europeo come sta?

Sonnecchia nell’animo dei più che lo invocano quando si vogliono soldi in primis, anche detti aiuti, sostegni, ristori. Sacrosanta necesità, chi lo potrebbe negare?

E’ la solita idea che la psicoanalisi individua come il Complesso della Grande Madre, ove si chiede a oltranza nutrimento, diritto assoluto possibilmente senza doveri corrispondenti,

O minimi doveri per un diritto senza fine.

Come verso la Madre.

Torno all’Europa e agli Europei, una parola storica che fatica ad entrare nel pensiero identitario di ognuno di noi che viviamo negli Stati del Vecchio Continente.

L’Europa si è costruita nei millenni tra guerre e poteri come ogni libro di storia ci racconta.

Europei oggi significa appartenenza a un insieme grande di cittadini di diverse origini, linguaggi, aree geografiche.

L’identità del proprio paese è più facile e forse è più forte, dopo secoli di battaglie per costituire gli Stati, rispetto all’identità europea.

In America si sentono tutti americani ancor prima che del Texas o dell’Ohio ma qui sentirsi europei è un atto del pensiero prima che un’identità data.

Interessante chiedersi da dove arrivano gli europei, come se lo chiede un libro recente che si occupa di archeogenetica.

Il libro è “Storia dell’Umanità” di J.Krause e T.Trappe.

Sembriamo dimenticarci di essere europeri ricordando invece di essere italiani, curiosa lettura dell’insieme Europa che contiene il sotto insieme Italia.

Ne parleremo più approfonditamente, ora arrivano le Feste natalizie, coi canti rituali sottotono e abbiamo in mente, tra le tante cose, il Recovery Fund.

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LIBRERIA

Da oggi è in libreria il nuovo impegno letterario di un autore attento, scrupoloso e serio nel segnalarci impervie vie su cui camminiamo, a volte fin troppo ignari.

Il nuovo titolo in libreria che segnalo è STRONCATURE – Perrone editore, collana l’Erudita.

Su 184 pagine l’autore Daniele Poto fa il punto sulle tante contraddizioni politicamente corrette e non, da cui siamo accerchiati.

Daniele Poto è giornalista, scrive di saggi e letteratura, per cui il taglio che ha dato a questo libro è snello e fluido, di lettura piacevole e intelligente.

La pandemia ha segnato l’impennata di un’epoca che se ne andava alle proprie derive con le consuete bugie, travestimenti, imbrogli di ogni tipo.

Tutti ne siamo consapevoli.

Ora siamo anche testimoni di quanto il fenomeno che ha coinvolto salute mondiale, economie, relazioni interpersonali, sicurezza, cultura e istruzione (dimentico qualcosa?) non abbia avuto almeno un effetto collaterale sperato.

In tanto caos sociale, sanitario, psicologico (non si contano gli aggravamenti psicologici soprattutto delle frange deboli dela popolazione) che fare?

Si poteva magari produrre qualche preziosa occasione di riflessione.

E c’è anche stata, da parte di molte ottime menti che cercano il meglio da ciò che accade.

E’ talmente grave, e inedito per questa generazione, ciò che sta accadendo nel mondo che sarebbe stata auspicabile una presa di consapevolezza più diffusa.

Una possibilità di virare verso condotte utili e fertili, ci ricordiamo ancora il tema della decrescita felice?

Altri tempi.

Il libro di Daniele Poto attraversa i punti di sostegno della socetà civile di oggi, i sindacati, le aree politiche, gli usi e costumi che imperversano e molto altro.

Una recensione di STRONCATURE recita: Con una meditazione amara e autocritica: “I buoni siamo noi, i cattivi sono sempre gli altri”.

E questo non può non rimandare al grande tema psicologico collettivo del nostro tempo, il narcisismo, a lungo e da molti accademici studiato per le sue complesse sfumature.

Una sfumatura trasversale a tutte le letture del narcisismo è proprio quella di dare sempre ragione a se stessi, nel giusto perfetto, e di conseguenza precipitare gli interlcutori nell’errore e nel male.

Si tratta di una struttura psicologica e la società ne è pervasa, come molti studi rilevano, sarà bene cercare di limitarne i danni.

Consiglio la lettura di questo libro, per capire di più cosa ci accade.

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bisogno di psicologo?

Sappiamo tutti quanto la società, questa nostra società occidentale, abbia bisogno degli psicologi.

Gli psicologi spesso si bloccano invece, quasi intimiditi da questa consapevolezza.

Dalla responsabilità assunta su di sè di portare il cambiamento dentro le pieghe sociali.

Responsabilità di esporre le proprie idee e i propri pensieri propositivi.

Finisce  che lo psicologo non si trova quando serve, assente dai grandi dibattiti per il miglioramento delle condizioni delle persone

Lo psicologo ha il dovere di assumere un atteggiamento professionale più dialettico verso i problemi che la società di oggi ogni giorno affronta.

Chi è colui che studia in forma continuativa, dopo la laurea e la specializzazione, come migliorare la vita delle persone e i meccanismi sociali che creano sofferenza?

Lo psicologo !

La situazione politica è nella confusione, oggi come sempre, come la Storia ci insegna ma questa confusione,  si potrebbe ridurre?

Sì, la confusione politica e tutti i macroscopici errori che ne derivano si possono ridurre.

Come?

Con una corretta lettura del comportamento politico che è una forma di comportamento come ogni altra, quindi materia privilegiata di studio e di competenza degli psicologi.

Ci domandiamo cosa sia il comportamento politico?

E’ quella parte dell’umano agire che pone al suo oggetto centrale e prioritario la gestione virtuosa della collettività.

Quella parte del comportamento umano che ha obiettivi guidati da equilibrio etico, e personale, che permetta di applicare conoscenze specialistiche degli addetti alla scena politica.

Quindi applicare modelli, metodi, strategie economiche, giuridiche, storiche, previsionali, statistiche, finananziarie, diplomatiche per generare condizioni di vita sostenibili.

Magari per tutti.

Un occhio, anzi tutti e due più un terzo occhio del genio intuitivo, dovrebbe restare incollato a principi di solidarietà.

di equità.

di giustizia.

di protezione e distribuzione delle risorse.

Utopia ?

se il comportamento politico  dimentica i principi guida dell’etica in favore di pragmatismi di parte, di cosa stiamo parlando?

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Repubblica in festa

Oggi è il 2 giugno, in Italia si festeggia la Repubblica, conquista politica dal 1946 con referendum istituzionale.

Per settantadue compleanni la Repubblica è stata commemorata con qualche anno più intensità che in altri anni.

Questa attuale festa della repubblica odierna sembra più sentita di altre volte, nel senso che anche persone apparentemente lontane dalla vita politica e istituzionale hanno portato il proprio pensiero su questi fatti.

Hanno acceso la televisione per vedere la sfilata militare, per partecipare in qualche modo a queste commemorazioni.

Chi ha potuto si è recato in via dei Fori Imperiali a Roma per assistere dal vivo alla parata e vedere le personalità politiche nella loro veste ufficiale.

In cielo hanno rombato le frecce tricolori salutate dal naso all’insù di molti piccini e più adulti.

Perché quest’anno ci siamo interessati  più che gli altri anni?

Perché gli ultimi eventi politici per la formazione del governo esecutivo hanno allarmato animi e menti di molti, intellettuali e persone comuni.

Repubblica deriva dal latino, Res Publica , cosa pubblica, cosa di tutti noi

Eppure mentre sembrano coinvolgerci anche più del necessario nelle loro beghe per il potere, in realtà la nuova casta si sta installando a dispetto di tante dichiarazioni di cambiamento.

La psicologia che dice?

La psicologia è il cambiamento nel senso che gli psicologi sanno e possono favorire cambiamenti nelle persone e nei gruppi e quindi nella collettività.

Chi non è psicologo sa determinare e gestire il cambiamento sano, proficuo, intelligente, virtuoso?

In quanto psicologa ho forti riserve, ben sapendo che il cambiamento incontra solide resistenze dall’interno per la persona perché la natura umana di adattamento cerca la stasi e tutte le attività sono guidate dalla ricerca più o meno consapevole di sciogliere tensione.

Vogliamo “acquietarci” di nuovo nell’omeostasi, cioè all’originario punto di equilibrio.

Il cambiamento è un “lavoro” per l’organismo psichico e mentale e solo in presenza di forte motivazione e di varie circostanze favorenti si instaurerà.

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GOVERNO bis

A  proposito del Governo del nostro Paese, vediamo competenza in nostro soccorso?soluzione delle soluzioni

Avevo promesso la Soluzione delle Soluzioni (! ) qualche giorno fa, successivamente ho scritto di felicità e di teatro e ancora di emozioni felici, su questo blog. E’ ora di riflettere sulla competenza.

Il Governo però è un fatto di questi giorni che purtroppo felice non è, come non lo è la nostra esperienza di cittadini con la politica.

Vi siete chiesti perché ?

Non dipende soltanto dai luoghi comuni di ruberie e poltrone, anche se molto reali.

Che altro c’è? 

Dalla esperienza di psicologa affermo con forza che le competenze sono una caratteristica dell’agire umano che fa la differenza, in tutti i campi.

Se beviamo un caffè sentiamo subito la differenza quando la bevanda è preparata da chi sa farlo o da chi non lo ha mai fatto.

Indubbiamente improvvisarsi è un’altra ottima caratteristica e attitudine umana ammirevole e va bene per il caffè.

Ma per il resto?

Ci faremmo operare ad una gamba da chi si improvvisa, da chi non ha competenza?

 Credo proprio di no ed è molto interessante provare a capire dove è che il “fattore competenza” viene ritenuto inutile e si pensa anzi che sia meglio improvvisare.

Alla luce dei miei pensieri e studi sulla mente arrivo alla provvisoria conclusione che più sentiamo qualcosa vicino a noi, il nostro corpo per esempio, o la nostra casa, o i nostri affetti, pretendiamo competenza.

Invece quando la questione da risolvere è percepita lontana dai noi stessi e dal nostro  orticello siamo pronti a tentativi “fantasiosi”, del resto il popolo italiano è sempre conosciuto anche all’estero come molto creativo !

Attenzione:

La Politica NON è lontana da noi ma SIAMO noi

 il meccanismo di delega che la democrazia ci mette tra le mani col voto è molto delicato, deleghiamo potere decisionale a chi ha la competenza di farlo per noi che svolgiamo mestieri diversi e la domanda è:

Ma questa competenza, su un affare delicato e complesso come governare un Paese e un popolo, non è importante?

All’interno di politiche globalizzate, interessi internazionali, flussi storici di movimenti economici, sfruttamento dell’uomo sull’uomo (VERGOGNA!), distruzione ecologica, asservimento di animali e piante ai desideri umani LA COMPETENZA è così ininfluente?

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