Cause psicologiche, effetti e strategie effiaci
La riduzione dell’attenzione nell’era digitale avviene perchè l’attenzione è una risorsa limitata, secondo la psicologia cognitiva. L’esposizione troppo frequente a input eterogenei attiva meccanismi detti di Task Switching, cioè passare velocemente da un oggetto ad un altro, con un costo di risorse cognitive significativo. Siamo elaboratori di informazioni ma questo fenomeno non solo riduce l’efficienza ma può compromettere la qualità del nostro processo elaborativo, spostandoci verso una modalità più superficiale, per esempio di apprendimento, il quale richiede proprio l’attenzione in primis. Nel contesto contemporaneo, caratterizzato da una pervasiva presenza delle tecnologie digitali, la capacità di mantenere l’attenzione è una delle funzioni cognitive più sollecitate ed anche più vulnerabili (basta poco a distrarre e staccarci dal processo attentivo).
Come già analizzato nell’articolo sulla dipendenza da contenuti brevi digitali, le piattaforme influenzano profondamete i processi attentivi.
L’accesso continuo a stimoli multipli – notifiche, contenuti brevi, piattaforme social – contribuisce alla frammentazione del focus attentivo; diventa arduo sostenere concentrazione prolungata e profonda.
Cosa è l’attenzione in psicologia cognitiva
Interessante, negli studi sull’attenzione, il modello di Posner e Petersen (1990) che identifica tre principali reti neurali: sistema di allerta, sistema di orientamento, sisema esecutivo.
Si intuisce che il meccanismo di attenzione è sovrano in questi sistemi neurali ma l’ambiente digitale è una interferenza indesiderata su tutti e tre.
Dopamina e dipendenza digitale
Da considerare anche il sistema di ricompensa: le piattaforme digitali sono progettate per stimolare il rilascio di dopamina attraverso feedback immediati, come notifiche o like. E’ un rinforzo intermittente che incentiva comportamenti di controllo dei dispositivi in forma a volte compulsiva ed è così che interferisce con attività intelletulmente impegnative.
Tutto ciò si estende oltre la sfera personale influenzando ambiti di istruzione e lavoro. La difficoltà a mantenere l’attenzione prolungata diventa un pericoloso allenamento negativo, anch per gli adulti che rilevano difficoltà nel problem solving complesso.
Niente demonizzazioni bensì uso consapevole e regolato della tecnologia. Ad esempio pianificazione di momenti di “duro lavoro” concettuale con altri di gestione delle notifiche. La mindfulness praticata con regolarità è un ottimo allenamento al mantenimento dell’attenzione.

