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Dhammapada

Dhammapada è un antico poema della cultura Buddhista, dedicato all’etica di comportamento.

Per questo può essere un punto di vista, antico quanto attuale, per ripensare il nostro mondo e la nostra convivenza civile.

I sistemi di convivenza umana si trasformano profondamente nell’evoluzione delle società ma alcuni antichi testi travalicano differenze locali e di epoche perchè trattano temi universali.

Temi per altro trasversali a tutte le dottrine di spiritualità e religiosità, che sono due cose diverse.

Esiste del Dhamapada anche una versione in latino del 1900, le sue origini però appartengono alla cultura indiana del tempo dei Veda, le Scritture più antiche in sanscrito, circa 2500 anni fa…

Il testo originale contiene versi poetici che, con gentilezza come sempre nel buddhismo, conducono alla serenità spirituale, migliorando nel contempo la sensibilità morale.

E’ questa una qualità dello spirito di cui ogni momento della vita si giova e, pensando al tempo attuale in cui viviamo, appare più che mai attuale e utile attraverso i millenni passati.

Il testo di riferimento ha per titolo “Il Dhammapada” e propone pensieri e massime su cui riflettere e da cui lasciarsi ispirare. E’ edito da Ubiliber.

cosa è il Dhammapada

si tratta di un testo sacro delle antiche tradizioni sapienziali, come sacro possiamo considerare ogni cosa che ci proponga di accostare l’animo e l’essere al trascendente, in questo caso attraverso una purificazione dagli inquinanti mentali.

Pensieri ravvivati da una forte fede nella vita etica e morale si ritiene nell’antichità come oggi, possa no scortarci verso una vita di serenità, di pace e di quiete interiore.

Questo può pervadere tutto l’intero mondo devastato in cui ci troviamo a vivere.

Un punto di vista alternativo, reso solido dalle tradizioni filosofiche lontane. Può aiutare ad allargare il proprio orizzonte mentale.

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Sentiamoci protetti

sentiamoci protetti in modo assoluto, la nostra casa può aiutarci e non è un modo di dire.

La comprensione dell’abitare si è molto aricchita negli ultimi anni, con studi di architettura e di psicologia.

Si chiama Psicologia dell’abitare, una branca della psicologia sociale che prepara a riconoscere gli elementi fondamentali per un vivere felice.

Sociale perchè mette in contatto con il mondo esterno, la propria casa è un porto sicuro per se stessi, per la propria famiglia, per la convivialità e le esperienze condivise.

Ci permette di comunicare prima con noi stessi e poi con gli altri, non è solo comodità ma è creare spazi funzionali a ciò che ci caratterizza.

Sentiamoci protetti nella nostra casa.

Sentiamoci protetti grazie alla casa, ecco come fare

Cominciamo ad immaginare gli spazi abitativi come uno specchio di noi, quali scelte facciamo, quanto spazio ci piace dedicare alla nutrizione del corpo ma anche del nostro cuore e della nostra mente.

Libri? musica? device aggiornatissimi? salotti accoglienti? bacheche di ricordi ? piante? colori o austerità?

Dedichiamo spazio a questa riflessione tutt’altro che banale, se così può sembrare a un primo sguardo, perchè ci porta dritti al cuore di noi stessi, indicandoci piano piano come sentirci protetti.

Sentirci protetti da cosa ?

Dal malumore, per esempio. O dallo stress. Dalla solitudine. Dalla noia. Dalla stanchezza e dalla Paura.

L’elenco potrebbe essere senza fine perchè ogni persona è diversa da ogni altra ed ha le sue specifiche aree del Sè che vuole accudire e nutrire.

La casa è la nostra prima forma di terapia, nel senso di cura verso noi stessi e fa miracoli nel migliorare lo stato d’animo e le relazioni, sia dentro casa che fuori di essa.

Sì, perchè ci sentiamo più forti, più capaci di ascoltarci e riusciamo a dare spazio a ciò che per ognuno è davvero importante.

Una casa senza amore non c’è, dall’amore per gli aspetti più materiali, o più personali e quelli più spirituali.

Poniamoci in ascolto attento e curioso. Con mente da principiante, suggeriscono tradizioni di saggezze lontane.

Un piccolo passo, piccolissimo: accettiamo che sia la nostra casa, qualunque essa sia, ad accogliere amore in cui stare. Sembra banale eppure è una chiave che nasce da rara profondità

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Storie d’amore

Storie d’amore dove “Storie” oggi ha un nuovo significato: due foto scattate col cellulare e pubblicate su profili social.

L’ambizione è che possano raccontare una “Storia” per l’appunto, nel desolato impoverimento della lingua italiana, il quale all’amore gioca tiri mancini:

ad esempio quando le foto immortalano il soggetto in un luogo diverso da quello dichiarato all’amato/a.

Oppure un pezzo di cena in cui uno dei due appare in compagnia di qualcun altro, magari lasciandolo volutamente solo intuire e pubblicando solo un frammento della giacca.

Che povertà assoluta! di linguaggio, di fantasia, di onestà intellettuale, di verità, di profondità.

E le storie d’amore? quelle romantiche, spumeggianti, palpitanti, vivide di sentimento e grondanti passione?

Perdute volontariamnte nel tempo recente passato e soppiantate da frammenti, stralci di psuedo gelosie, espedienti puerili per suscitare l’interesse dell’altro, per cercare di catturarlo, intrigarlo o ferirlo.

Per affidare a uno scatto di dubbia qualità fotografica l’incombenza di far capire che la storia d’amore è al capolinea. Generando dubbi, rancori, conflitti.

O per l’irresistibile seduttività al proprio narcisismo di postare immagini che dicano al mondo dove ci troviamo, con chi, a che ora, a fare cosa….

E le storie d’amore che fine hanno fatto, quelle vere?

Ne ho qui alcune, nate dalla fantasie di uno scrittore per ragazzi che apprezzo molto, raccolte in un piccolo libro illustrato a cui ha dato il titolo di “Storie d’amore”.

Cattura così l’autore Roberto Piumini il nostro umano desiderio di amare e di essere amati, con l’invito ad entrare nel mondo fiabesco dell’amore.

Almeno con un libro, almeno con Storie d’amore che siano davvero uno snodarsi di eventi come ogni storia che si possa chiamare così promette. Almeno per rilassare la mente nella lettura lieve di questo libro che fa parte delle collane per ragazzi.

Forse perchè da ragazzi ancora all’amore si pensa come un mondo di promesse e di beatitudine…

Consigliato a tutti i cuori che pensano all’amore.

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Depressione 3

Esistono stati mentali che assomigliano ad abissi in cui si affonda, tra questi la depressione.

E’ una condizione psicologica che trasforma l’abituale modo di essere della persona e filtra ogni esperienza con sguardo oscuro, nero.

depressione perchè?

perchè una matrice biochimica si instaura a seguito di esperienze tristi o preoccupanti o spaventose o niente di tutto questo, a volte è il deficit di serotonina che impedisce il regolare flusso tra sinapsi e altera l’equilibrio della chimica cerebrale.

farmaci per la Depressione?

dipende, il medico valuterà e anche il paziente dirà la sua, se avverte che la depressione gli vuol comunicare qualcosa, come la necessità di soffermarsi a riconsiderare alcuni aspetti di sè. con la disponibilità a credere fiduciosamente che la depressione, come molte malattie, passerà.

Strategie

Aiuta molto stabilire una quotidianità, una comfort routine che stabilizza il vivere, come alzarsi sempre alla stessa ora, andare a dormire sempre alla stessa ora, fare lunghe passeggiate meglio se nella natura: tutto ciò eviterà la deriva dello stato mentale verso una depressione sempre più severa

Volontà

Cum grano salis, perchè la depressione fiacca e modifica la volontà che appare priva di forza e allora affidiamoci a piccole volontà, come il voler credere, senza perdere fiducia, che siamo preda di un inferno immaginario. Immaginario.

Il voler uscirne sul serio applicandosi a seguire le piccole regole antidepressive.

Utile anche stilare un elenco di ciò che nella vita ci ha fatto stare bene, ci ha dato emozioni positive e se possibile ripercorrre con la mente e col ricordo quelle esperienze, la memoria è miracolosa e per il cerello non fa differenza se l’esperienza positiva è vissuta in tempo reale o ricordata soltanto.

Cercare dentro la propria vita le piccole cose che funzionano bene, un lavoro mentale certosino che ripagherà dello sforzo. Non dimentichiamo di essere gentili con noi stessi, sempre.

Molti grandi del passato hanno sofferto di depressioni gravi, tra questi Virginia Woolf, Hemingway, Cesare Pavese. Sono ancora oggi esempi di successo.

Letture come “Lettere a Lucilio” di Seneca sono ancora un aiuto

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Bibliofilia

o amore per i libri..

Bibliofilia è una parola bellissima che ci trasporta in un mondo speciale…

Parlando di bibliofilia immaginiamo l’attitudine della mente a lasciarsi rapire dai libri, dal contenuto, dalla forma, dal colore, dalle pagine, dalla carta, dai caratteri, dai capitoli, dall’autore, dall’epoca…

E molto ancora potremmo dire pensando alla lettura e all’amore per i libri, alla bibliofilia appunto.

Bibliofili si diventa facendo propria la parola chiave “passione”

Se verso i libri e le librerie e le biblioteche cominciamo a provare interesse, poi simpatia, poi legame speciale, poi amore, ecco che arriva la pasione.

Come tutte le passioni che animano la nostra psiche, ci sentiamo bene, attratti e sedotti, attivi e vitali, pronti per vivere al meglio possibile questo incantamento.

Perchè cosa altro è una passione se non una specie di incantesimo?

Bibliofilia per stare bene

La passione per i libri ci porta a frequentare un mondo che ha il sapore di eternità, perchè il vasto mondo dei libri racchiude in sè il possibile e l’impossibile;

con estrema facilità ci tende gentilmente la mano invitamdoci ad entrare in una danza speciale a due, tu e il libro.

Per poi allargare il cerchio magico di questa danza anche ad altre persone, racontando del libro, parlandone insieme, scambiando commenti e parole oppure vedendo il film o la serie tv che ne viene tratta.

Letture per il benessere

Nei libri troviamo tante risposte a domande che ancora non abbiamo formulato e piano piano la nostra condizione psicologica si rasserena e si fa più ampia, il nostro orizzonte interiore si dilata ed eccoci trasportati in mondi diversi, in tempi diversi e tra personaggi che ci diventano cari.

Con la libreria Lilli di Roma che trovate al’inizio di questo post stiamo organizzando sorprese librarie, per portarvi con noi verso un benessere a portata di mano e profondo: potete saperne di più seguendo il canale you tube della libreria, anche ricco di consigli utili e non ve ne pentirete di certo…

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libri d’estate

libri d’estate e libri per ogni occasione.

Stiamo organizzando l’attivazione del corso di biblioterapia, rivolto a bibliofili e a chi ancora non lo è con la collaborazione di una deliziosa libreria indipendente.

E’ un percorso tra pagine, trame e testi vari, scegliendone uno insieme ed incontrandoci in gruppo.

Cosa faremo?

spiegheremo in dettaglio in un incontro introduttivo gratuito l’idea che abbiamo in mente per coltivere il nostro benessere, che si chiamerà “Benessere in libreria”

Libri d’estate perchè?

Perchè a breve si conclude questo mese spettacolare che aiuta la mente e i cuori a ritrovarsi, con l’aiuto del risveglio della natura e dei suoi innumerevoli profumi.

Così entreremo nel mese dell’estate che evoca momenti di relax, di pigro osservare il mondo, le cose e la vita e magari leggere un po’ di più.

Suggeriamo così un paio di libri d’estate perchè si prestano a viaggiare col pensiero, dalle pagine a mondi lontani:

I libri selezionati sono:

“Un indovino mi disse” di Terzani”

Time machine di H.G.Wells

L’uomo che visse nel futuro – John Taine – da cui fu tratto il film degli anni ’70 con David Bowie dal titolo “L’uomo che cadde sulla Terra”

I consigli di lettura per il momento si fermano qui ma molti altri potrebbero allungare la lista e saremo lieti se vorrete indicarne qualcuno.

ne parliamo qui

https://www.librerialilli.com

qui sopra l’indirizzo della libreria permeterà di conoscere persone gradevolissime che fanno del mestiere di libraio la propria passione e anche missione.

Mi fa molto piacere condividere con chi legge questo luogo, sia in rete che in sede, a Roma, perchè è un luogo del cuore, come oggi si ama dire.

Spero che vi incuriosisca e possiate averne il miglior beneficio, incontrando libri che avvicinano al benessere, al Bene, ma anche all’Avventura, all’Amore, alla ricerca, alle risposte e l’elenco potrebbe essere davvero senza fine…

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BENESSERE IN LIBRERIA

Libreria Lilli via Gino Capponi – Roma

Benessere in libreria

In questo tempo travagliato la lettura si offre come collauato antidoto al malessere diffuso.

Benessere in Libreria è il titolo che abbiamo dato al prossimo dei miei percorsi guidati tra libri ed emozioni, percorso che si terrà insieme ai titolari della libreria Lilli per portare il nostro contributo di benessere.

Benessere in libreria è davvero il posto migliore, nella tranquillità di una deliziosa libreria indipendente e ricchissima di testi antichi e moderni, con la piacevole guida dei librai gentili e amichevoli.

La lettura ci porta dritta dritta al benessere senza deviazioni, in primis per la tranquillità e la calma che immediatamente infonde con l’atto stesso del leggere.

Il processo fisiologico che si attiva nel lettore attiva i circuiti cerebrali in aree deputate al rilassamento e alla tranquillità.

QUALE LIBRO SCEGLIERE?

Nel prossimo corso in partenza di Benessere in Libreria ci daremo un’ora di tempo dedicata a trovare attraverso i libri la risposta giusta alle nostre domande per sentirci meglio, rilassarci, imparare nuove cose, domande semplicimente di curiosità a tema, o di seguire una storia nuova che lo scrittore ha creato per noi. Qualcosa di diverso dalle “Storie” di instagram così in auge… ma perchè le hanno chiamate “storie”???

Libri scritti per noi?

sì avviene questa magìa immergendoci in un libro, sembra di ascoltare qualcuno che pazientemente ci racconta una storia proprio per noi, scritta per offrirci un momento speciale che ci aiuta, a salvare il mondo.. o… a prendere sonno 🙂

Perchè la lettura di un libro è sempre di aiuto, senza ombra di dubbio.

Suggerisco di continuare a seguire i mini video della lIbreria Lilli, sempre stimolanti per i bibliofili e per i curiosi e ricchi di iniziative e di novità, di eventi particolari che la libreria offre a tutti i suoi amici.

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biblioterapia

biblioterapia è una forma di psicoterapia?

Alcuni psicologi dicono di sì e si dedicano a questa innovativa forma di offerta di aiuto psicologico, con successo e minor spesa per gli utenti.

Biblioterapia prende spunto da un testo di narrativa, lo psicoterapeuta propone il testo selezionato con cura, al gruppo.

Sì, di solito si effettua come terapia di gruppo.

La lettura suscita emozioni, stimola stati d’animo, risveglia fantasie o timori, risonanze a vissuti remoti o sepolti nell’inconscio, personali o collettivi.

Il gruppo ne accoglie il riverbero, il terapeuta guida le associazioni e le riflessioni che emergono, tenendo a mente l’obiettivo che ognuno nel gruppo si è dato.

Obiettivo benessere, come sempre, e i libri sono strumenti moderni e antichi, insuperabili per veicolare stati d’animo.

Biblioterapia per viaggiare nel tempo, per spostarsi in ogni parte del mondo o in altri mondi lontani e fantastici, senza muoversi dal divano.

Eroi quotidiani oppure eroi dell’immaginario accompagnano i lettori pagina dopo pagina, nel libro che viene scelto con accuratezza estrema, dopo aver conosciuto il gruppo e tutti i suoi componenti,

La libroterapia schiude porte, portoni, scenari da fiaba o orizzonti profondamente umani.

Un’esperienza da provare perchè, a mio parere, il contatto guidato con i simboli che ogni storia narrata racchiude è profondamente vivificante.

Per chi è già lettore accanito sarà un modo diverso di accostarsi agli amati libri, scoprendone potenzialità trasformative impensabili.

Per chi non è abituato alla lettura sarà un inizio fecondo di un sano, sanissimo, modo di approcciare al proprio mondo interno.

I libri sono preziosi, le storie che narrano sono balsamo per la mente, gli autori che nei secoli li hanno scritti sono Maestri.

Certo è che la scelta del libro che accompagnerà il gruppo sarà scelto con cura e competenza, sia di libri che di psiche umana.

Seguite la Libreria Lilli, all’Appio Latino a Roma che si avvia ad ospitare la prossima edizione di questo affascinante percorso di approfondimento. Notizie e aggiornamenti utili al prossimo post…

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Poesia -IL PRIMO GIORNO DELL’ANNO

Lo distinguiamo dagli altri come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.
Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli…
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,

lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

Con questi versi di Pablo Neruda apriamo il 2021 !

Sono pieni di auguri, profondi e intensi, meditati e riflessi, nascosti tra le immagini che sanno di festa.

Bellissima Poesia che disegna per chi legge una scena, una dolcezza, una lirica. Così, in semplicità, ci prende per mano e ci stacca dalla quotidianità delle notizie televisive, dalle paure e dalla Pandemia…

Una Poesia sa fare tutto questo? quasi un miracolo per noi, da chi ha cuore di poeta, da chi sa scegliere parole con arte e simboli, con fantasia e metafora. Da chi attinge alla sua fonte profonda di creatività tra simboli, immagini soprattutto. La poesia arriva dritta dritta dall’inconscio dell’autore.

Poesia è balsamo in tempi difficili, è una carezza come un vento benefico in un giorno troppo caldo.

Poco coltivata o si potrebbe coltivare con maggior passione e simpatia, si potrebbe ricorrervi con fiducia, con tranquillità e troveremmo così insperati tesori.

Tra vecchi scaffali, tra pagine polverose qualcuno avrà scritto per noi in anni lontani o appena ieri i suoi voli della mente.

Sono per noi, non mandiamoli sprecati… Buona lettura e Buon Anno a tutti!

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Recovery fund

Recovery fund è la star di questi mesi, è nelle orecchie di tutti ma cosa è?

In buona sostanza si può stringare il concetto nel dire che si tratta di soldi.

Più corretto è dire che si tratta di uno strumento finanziario che la Commissione Europea ha individuato per sostenere le economie degli Stati membri in sofferenza finanziaria per la pandemia mondiale.

Ci ricordiamo dell’Europa, quando parliamo di Recovery fund ma il nostro spirito europeo come sta?

Sonnecchia nell’animo dei più che lo invocano quando si vogliono soldi in primis, anche detti aiuti, sostegni, ristori. Sacrosanta necesità, chi lo potrebbe negare?

E’ la solita idea che la psicoanalisi individua come il Complesso della Grande Madre, ove si chiede a oltranza nutrimento, diritto assoluto possibilmente senza doveri corrispondenti,

O minimi doveri per un diritto senza fine.

Come verso la Madre.

Torno all’Europa e agli Europei, una parola storica che fatica ad entrare nel pensiero identitario di ognuno di noi che viviamo negli Stati del Vecchio Continente.

L’Europa si è costruita nei millenni tra guerre e poteri come ogni libro di storia ci racconta.

Europei oggi significa appartenenza a un insieme grande di cittadini di diverse origini, linguaggi, aree geografiche.

L’identità del proprio paese è più facile e forse è più forte, dopo secoli di battaglie per costituire gli Stati, rispetto all’identità europea.

In America si sentono tutti americani ancor prima che del Texas o dell’Ohio ma qui sentirsi europei è un atto del pensiero prima che un’identità data.

Interessante chiedersi da dove arrivano gli europei, come se lo chiede un libro recente che si occupa di archeogenetica.

Il libro è “Storia dell’Umanità” di J.Krause e T.Trappe.

Sembriamo dimenticarci di essere europeri ricordando invece di essere italiani, curiosa lettura dell’insieme Europa che contiene il sotto insieme Italia.

Ne parleremo più approfonditamente, ora arrivano le Feste natalizie, coi canti rituali sottotono e abbiamo in mente, tra le tante cose, il Recovery Fund.

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