Guerre, in l’Europa un concetto che si credeva appartenere solo al passato. Sembra non sia più così
Le rapide trasformazioni di tutte le sfaccettature in cui il mondo si esprime, capovolgono molti punti di vista che si credevano acquisiti una volta per tutte e il risultato sulle coscienze è un grandissimo disorientamento.
Guerre evocano orrore in molti, credevamo ingenuamente in tutti, invece assistiamo a cinismo inquieto, comunicazioni contraddittorie, esercitazioni militari nel nostro Paese comunicate dall’informazione televisiva.
Si elicitano sentimenti di disumanità, morte, distruzione, dolore, perdite di tutto e questa triste aria sta pervadendo gli animi di tutti, anche se sembra ancora non realizzare nulla di concreto in Europa.
Sappiamo però quanto per il cervello umano immaginare intensamente abbia effetti molto vicini alla percezione diretta e così, già da qualche settimana, se credevamo possibile avvicinare le comunità a sentimenti di solidarietà, empatia, generosità, dobbiamo ricrederci.
Non solo gli addetti ai lavori militari, politici, cariche istituzionali ed esperti di affari internazionali ma anche l’uomo/donna comune si trova a riflettere su temi più grandi di noi tutti. E quale riflessione riesce ad illuminare le nostre timorose coscienze?
Tante riflessioni e contrastanti, dal versante pacifista di coloro che hanno fatto della Pace dentro se stessi, dentro le persone e nel mondo tutto, il primo passo per vivere, a quanti invece si trovano ad abbracciare idee di guerre ritenute possibili.
Ascoltiamo parole di armi che non “si dovranno adoperare” e ci chiediamo allora perchè acquistarne a costi indicibili.
Cosa succede forse riuscirà a dircelo la Governance, noi possiamo ascoltare intanto cosa succede nella nostra coscienza e nel nostro inconscio, tra sentimenti di Paura estrema che attivano difese primitive, di Disorientamento dei Valori che ci sostengono nella quotidianità. Orientarci di nuovo quindi sarebbe una cosa utile.
Guerre, come orientarci?
già, occorre ri-orientare la bussola ma in quale direzione ? La Guerra ha sempre spaventato chiunque non ne abbia fatto il proprio mestiere, come la Storia dei popoli ci ha detto.
Scontri perpetui quando qualcuno vuole sopraffare, conquistare, depredare, appropriarsi di ciò che è di altri.
Fantasie di possesso sono implicite nella dimensione del pretendere, che nega l’Altro come estraneo (con i suoi diritti, la sua realtà)
vengono meno concetti di protezione, riparo, rispetto per idee e necessità degli altri, Vita, sostituiti dal loro contrario.
Quando la visione delle cose si scinde tra “amico-nemico” siamo caduti in una categorizzazione dicotomica della realtà, un aspetto emozionale di semplificazione.
Come credere ancora nel 2025 in società cosiddette evolute che la realtà complessa si possa semplificare, se non annientando l’Altro?
Siamo difronte a neo-emozioni, cioè un sistema emotivo primitivo che non è riuscito ad evolversi.
I criteri di conoscenza sembrano non aver ancora raggiunto la Cultura, intesa come sistema di apprendimento complesso ed evolutivo e così si procede con il progetto di annientarsi, gli uni con gli altri.
Dove condurrà tutto ciò, quale il prodotto finale di azioni guidate da criteri di Forza contro Debolezza?
Resta una domanda tristemente aperta, in questo scenario che ha dell’incredibile.

